Le diete ipocaloriche, i digiuni, il salto del pasto, le pasticche.... sono solo tempo perso. Nella mia lunga carriera di obeso - sono arrivato a superare i 130 Kg per 1,78 di altezza - ne ho provate tante e senza mai risolvere il problema in modo definitivo. Intorno ai 22 anni con grande sacrificio riuscii a perdere circa 35 chili e a raggiungere il peso forma, ma non appena smisi la dieta iniziai subito a riprendere peso e, nonostante i miei ottimi propositi, finii per riprendere fino all'ultimo grammo, per poi raccogliere anche gli interessi e ritrovarmi in una condizione peggiore rispetto a quella di partenza.
Chi non ha mai avuto problemi di sovrappeso non può capire quanto sia difficile dimagrire definitivamente, ma tutti gli altri credo che capiscano benissimo quanto sia frustrante dar fondo alla forza di volontà ed affrontare sacrifici per poi vanificare tutto e ritrovarsi al punto di partenza.
Ero arrivato al punto di non ritorno, ormai mi ero rassegnato a vivere il resto dei miei giorni da obeso, pur nella piena consapevolezza dei probabili effetti deleteri della mia condizione sul mio stato di salute. Un caro amico che ha lavorato per anni in un'impresa di pompe funebri un giorno mi disse: "Non te lo vorrei dire, ma visto che ho una certa esperienza, posso assicurarti che... grassi grassi e vecchi vecchi ne ho visti pochi pochi".
Non appena varcata la soglia dei quarant'anni, però, come un fulmine a ciel sereno giunse il disturbo che ti fa drizzare le orecchie, quello che non puoi ignorare. Le analisi e le visite chiarirono che la mia speranza di posporre ancora il problema almeno per una decina d'anni erano frustrate dai fatti: diabete (glicemia 152 - glucosio nell'urina) e ipertensione (90-160), i compari più fedeli dell'obesità erano venuti a trovarmi.
Avendo genitori che soffrono degli stessi disturbi, sapevo bene che le medicine necessarie per tenere sotto controllo queste patologie le avrei dovute prendere per tutta la vita e che, con ogni probabilità, la situazione sarebbe andata peggiorando. Il pensiero di lasciare orfana mia figlia e renderla così infelice per tutta la vita si insinuò in me, facendo scattare una molla che mi spinse ad insistere con il mio medico affinché mi indicasse una via alternativa alle medicine. Guardandomi negli occhi, il medico mi rispose che avrei dovuto perdere non meno di 30 chili e cambiare stile di vita. Non sembrava molto convinto della serietà delle mie intenzioni, in ogni caso mi congedò fornendomi poche, decisive indicazioni sul da farsi: la formula vincente. Chiesi se non fosse il caso di prescrivermi una visita dal dietologo o orientarmi presso il centro anti-obesità della mia cittadina, ma lui tagliò corto: "Pane e pasta integrali, pasti equilibrati composti da 1/3 di carboidrati, 1/3 di proteine e 1/3 di frutta e verdura, almeno mezz'ora di moto al giorno, niente zucchero, niente alcool e niente bibite gassate. Per iniziare, 70 grammi di pasta e 50 di pane, il resto a occhio".
"Tutto qua?" pensai tra me e me.... Sì, tutto qua! Avrò occasione di scendere nel dettaglio, fornire ricette e soluzioni sperimentate sia per l'alimentazione che per l'attività fisica, ma ... questo è il quanto!