mercoledì 22 febbraio 2012

Abbracciare il cambiamento

Una delle cose che più mi ha stupito ed entusiasmato allo stesso tempo quando sono finalmente riuscito ad imboccare la giusta via del dimagrimento è stata la totale assenza della classica sofferenza che si accusa nei primi giorni di dieta. All'inizio non ero completamente convinto dalle linee guida di DietaGift, perché ero troppo attaccato al concetto delle calorie e non avevo toccato con mano l'efficienza di questo metodo alimentare, che poggia su basi scientifiche tanto solide quanto, haimé, misconosciute da buona parte degli "addetti ai lavori".

Pensavo che il nostro organismo funzionasse un po' come una banca: se metto nel conto più di quanto spendo, accumulerò denari.... se spendo più di quanto deposito, il mio conto andrà presto in rosso. Con il grasso le cose stanno diversamente, perché entrano in ballo una lunga serie di fattori, a partire dalla capacità del nostro organismo di bruciare energie. Le diete ipocaloriche basate su una stretta regolazione dei "depositi" finiscono per innescare una serie di meccanismi che non ci aiutano a stabilizzare il nostro peso e che ci predispongono ad un suo pronto recupero non appena abbassiamo la guardia. Nella mia lunga esperienza, ho notato che ogni volta in cui riuscivo a dar seguito al proposito di mettermi a dieta (proposito che generalmente rimbalzava da un giorno all'altro... "domani" appariva sempre come il giorno migliore per cominciare!) soffrivo come un cane nei primi tempi, lo stomaco si ribellava e reclamava cibo!!!! A nulla valeva il tentativo di ingannarlo ingerendo buone quantità di cibi a scarso contenuto calorico quali carote, sedano o simili... per abituarsi al nuovo regime ipocalorico occorrevano almeno un paio di settimane in cui era giocoforza rigare dritto, senza sgarri di alcun tipo, e soffrire la fame, i brontolii dello stomaco ed una decisa stitichezza.

Quando, infine, ho imboccato la giusta strada per mettermi alle spalle i chili di troppo, sono rimasto stupito dal fatto che i classici effetti collaterali della dieta... non venivano a farmi visita. Sicuramente la "strizza" procurata dalla diagnosi poco rassicurante - diabete e ipertensione - ha giocato un ruolo significativo, ma il fatto è che il regime alimentare che ho assunto ormai da un anno e mezzo non comporta né morsi della fame né quella classica sofferenza che accompagna ogni dieta "tradizionale", ma solo un minimo di adattamento.

La determinazione è una dote che non mi è mai mancata, eppure in passato non mi ha permesso di vincere la mia battaglia con i chili di troppo. Mancava un metodo effettivamente valido, ed i fallimenti non erano colpa mia! E' importante che tutti gli obesi si rendano conto del fatto che eventuali fallimenti non significano affatto che sono destinati a restare intrappolati in un involucro ingombrante per tutta la vita, ma solo che, con ogni probabilità, non hanno rivolto le proprie attenzioni ad un metodo corretto e scientificamente valido.

E' ovvio che, soprattutto nei primi tempi, dovremo fare delle rinunce. Ad esempio, io sono un grande appassionato di pizza, estimatore dei formaggi stagionati e, da sempre, un amante del vino. Ho abolito l'alcool ed i formaggi stagionati, ricominciando a concedermi un po' di amata pizza solo dopo aver raggiunto un 75% del calo di peso programmato, ma se dovessi dire di aver sofferto per queste rinunce... direi una bugia.

La verità è che una volta abbracciato il cambiamento, sia per quanto riguarda l'alimentazione sia con riferimento all'attività fisica... ho trovato tanti e tali benefici da non rimpiangere ciò che mi ero lasciato alle spalle. Agli amici che durante cene e occasioni di convivialità insistono per riempirmi il bicchiere ripeto sempre la stessa frase: "A me piaceva bere perché mi faceva stare bene. Da quando ho scoperto che mi fa male, non mi piace più!". Ovviamente chi non ha problemi di diabete può continuare a concedersi un po' di vino, di cui ovviamente deve tenere conto nel calcolo della composizione e delle quantità degli altri alimenti, ma posso dire che l'aver eliminato l'alcool dalla mia vita è una delle cose di cui vado più fiero. Ad esempio, ho scoperto che tutti i problemi di grastrite che mi affliggevano sono scomparsi totalmente: niente male per uno che viveva con le pasticche di antiacido sempre a portata di mano!

Oggi alterno tapis-roulant e pesi all'attività subacquea, che ho ripreso dopo anni di stop imposto dalla mia condizioni di obeso... fuori controllo. Dopo la mia sessione di allenamento o dopo una lunga immersione provo sensazioni positive che è difficile da descrivere, ma che ormai sono per me irrinunciabili: faticare mi piace perché mi fa stare bene, eppure per buona parte della mia esistenza ho sempre guardato con un misto di sospetto e commiserazione i "poveracci" che correvano a piedi o in bicicletta, magari con la pioggia o il freddo... "Ma chi glielo fa fare", pensavo.... adesso capisco: il benessere psico-fisico che questo genere di attività ci regala finisce per rendere la fatica una vera droga, un qualcosa che finisce per dare assuefazione. Il bello è che le conseguenze positive di questo meccanismo sono tante: oltre ad aiutarci a bruciare grassi, l'attività fisica aumenta l'efficienza del nostro corpo in modo incredibile! Non potete capire quali emozioni si provano, anche solo venti e trenta chili "dopo", nel constatare che legarsi le stringhe delle scarpe senza un ingombrante pancione...è un'operazione molto semplice.

Per concludere, voglio darvi un consiglio: provate a visitare il sito di DietaGift, cercate un medico del loro circuito nella vostra zona e fatevi consigliare.  Vi garantisco che non si tratta di una dieta come tante altre... è la chiave per la soluzione definitiva del vostro problema! Sia chiaro, non sono in alcun rapporto con DietaGift e non percepisco commissioni :-) sono solo una persona resa felice dalla scoperta di questo metodo alimentare che, sono certo, potrà aiutare anche voi a sconfiggere obesità e diabete!

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