Prima di inziare la dieta, è bene mettersi d'accordo sul significato di questa parola. Se con il termine "dieta" intendiamo un regime di alimentazione controllata che dovremo mantenere per il tempo necessario al dimagrimento per poi abbandonarlo una volta raggiunto il nostro obiettivo, secondo me stiamo partendo con il piede sbagliato.
Personalmente, credo che mettersi a dieta debba significare una cosa un po' diversa: cambiare stile di alimentazione. Nel mio personale percorso, che mi ha permesso di dimagrire circa 50 chili in modo salutare e senza particolari problemi collaterali (ivi incluso quello, da me temutissimo, della pelle in eccesso, che invece assilla buona parte di coloro che si sottopongono ad interventi chirurgici più o meno invasivi per agevolare la perdita di peso) ho chiaramente aumentato le quantità di carboidrati per rallentare e infine arrestare la perdita di peso man mano che mi avvicinavo al peso forma, aumentando in modo corrispondente proteine, frutta e verdura (il metodo di alimentazione che ho sperimentato con successo prevede pasti composti da 1/3 di carboidrati, 1/3 di proteine e 1/3 di frutta e verdura), ma aldilà di questa variazione di quantità non ho cambiato in modo significativo lo stile di alimentazione.
Fatta questa premessa, necessaria ad entrare nel giusto ordine di idee, conviene che provi a spiegare i presupposti di questa soluzione. Il nostro organismo si è evoluto nel corso di centinaia di migliaia di anni, elaborando le risposte biologiche alle condizioni ambientali del nostro habitat: si tratta, evidentemente, di modificazioni che hanno richiesto tempi molto lunghi, e che non potevano mettere in conto il radicale e repentino cambiamento dello stile di alimentazione intervenuto nell'arco dell'ultimo secolo, che nella tempistica evolutiva rappresenta, più o meno, un battito di ciglia.
Se dovessimo provare ad immaginare il modello di uomo che ha generato gli adattamenti e gli aggiustamenti del nostro organismo, dovremmo fare riferimento all'uomo delle caverne: il nostro organismo è studiato per massimizzare le chance di sopravvivenza dell'uomo preistorico, che di certo non aveva la possibilità di andare a mangiare una pizza, di farsi un hamburgher con maionese né di sbafarsi una generosa porzione di tiramisu annaffiata con maraschino o con un grappino.
L'uomo preistorico si alzava al mattino e doveva fare molti chilometri per procurarsi il cibo, composto in prevalenza da frutta e verdura raccolti sul territorio e (poca) selvaggina procurata con la caccia. Quindi si avevano alti consumi energetici per la costante attività fisica ed un'alimentazione priva dei cibi elaborati ed ipercalorici disponibili per la generalità dei cittadini solo da poche decine di anni. Già i nostri nonni mangiavano la carne una volta a settimana, pensate a quanto è stato rapido il processo di "arricchimento" della dieta occidentale!
Il nostro organismo non poteva certamente elaborare risposte in tempi rapidi, e così si è avuto un risultato che è sotto gli occhi di tutti: obesità e diabete, un tempo malattie "delle famiglie regali" sono diventate vere piaghe nel mondo occidentale, e non solo. Secondo alcune teorie, anche le circa 40 malattie autoimmuni sarebbero riconducibili all'alimentazione profondamente sbagliata dei nostri tempi.
La dieta che ho seguito parte da questi presupposti e prevede, quindi, un vero e proprio cambio di stile di alimentazione e di vita: attività fisica per smuovere il nostro metabolismo e alimentazione sana ed equilibrata per perdere peso e, successivamente, mantenerlo senza problemi.
Se partirete con lo sconfonto nel cuore per le rinunce che dovrete necessariamente affrontare, sarà tutto più difficile. Se, invece, pensate ai vantaggi quasi immediati che potrete trarre grazie al vostro impegno per voi stessi e, soprattutto, al fatto che il vostro palato imparerà a riscoprire il gusto dei cibi sani dimenticando in fretta il cibo spazzatura, sarete sulla buona strada.
Vi garantisco che le sensazioni estremamente positive che si provano nel toccare con mano i risultati di questo approccio, che, come già accennato, non comporta particolari sacrifici o rinunce, morsi della fame e simili, agiscono da stimolo nel proseguire il percorso, fino a portarci al punto di non capire come abbiamo fatto in precedenza a convivere con l'obesità senza muovere un dito per uscirne.
Provare per credere: sto preparando alcune ricette e l'alimentazione "tipo" che ho seguito all'inizio del mio percorso per offrirvi un modello pratico e sperimentato con successo. Ovviamente, sempre senza la pretesa di sostituirmi a dietologi e alimentaristi!
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